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Piante d'acquario ritrovate in natura in Italia (Vallisneria Spiralis, Ceratophyllum)


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Dopo aver parlato nell'altro articolo di alcuni pesci tropicali ritrovati in Italia, oggi voglio invece parlare delle piante che vengono spesso utilizzate in acquario d'acqua dolce tropicale che si possono trovare facilmente nei corsi, fiumi e laghi italiani.
Ovviamente gran parte delle piante d'acquario che vengono vendute nei negozi specializzati o su internet non sono presenti in natura in Italia, vuoi perché prediligono un clima più caldo, vuoi perché non tollerano i valori chimico-fisici delle nostre acque o forse, perché no, semplicemente nessuno finora le ha mai inserite nei nostri fiumi o laghi per disfarsene, ma possiamo citare un paio di casi piuttosto eclatanti: la Vallisneria Spiralis e il Ceratophyllum Demersum.

Partendo dalla Vallisneria Spiralis, conosciuta anche come "Erba nastro", possiamo dire che questa pianta perennemente sommersa viene molto utilizzata in acquario sia per la sua facilità di riproduzione, sia per il suo grande adattamento a vari range di temperatura, pH e durezza dell'acqua oltre al fatto di essere ben presente in commercio e dunque di facile reperibilità, un po' come accade per tutta la famiglia del genere Vallisneria. La sua grande diffusione in acquario è anche dovuta alla forma delle sue lunghe foglie che fluttuando nell'acqua creano un bellissimo effetto.

È una pianta tipica della fascia tropicale e subtropicale, di origini probabilmente asiatiche anche se alcuni preferiscono collocare la sua origine in Africa, altri ancora nell'Europa meridionale tanto che gli inglesi spesso la identificano addirittura con il termine "Italian Val", probabilmente perché molto diffusa da noi in Italia anche se dobbiamo ricordare che il genere Vallisneria è dedicato al famoso medico e naturalista italiano Antonio Vallisneri (1661-1730) e quindi potrebbe essere anche questo il motivo. E' comunque una pianta cosmopolita presente in gran parte del mondo e probabilmente è anche per questo che non è ancora chiara la sua vera zona d'origine.

Vallisneria Spiralis si trova in corsi d'acqua poco profondi, ben illuminati, a fondo sabbioso o scarsamente limoso con acqua limpida. Preferisce inoltre una buona corrente dell'acqua e acque pulite non contaminate. Un tempo più comune, oggi la sua presenza in natura si sta riducendo nelle aree territoriali degradate ed inquinate.
Ha inconfondibili foglie nastriformi sommerse e ondeggianti nell'acqua che variano dal verde chiaro al rossastro in base all'intensità di luce, flaccide, larghe 8-12 mm, lunghe fino a 80 cm e oltre, leggermente dentellate sul margine, soprattutto verso l'apice e caratterizzate da 3-9 nervature parallele, poco pronunciate. Vive solitamente a quote molto basse, fino a 300 m s.l.m.
In Italia si è perfettamente naturalizzata come ad esempio nella Pianura Padana e in alcune aree del Veneto nonché in alcune zone del Lazio, della Toscana e dell'Umbria. Poco o per nulla presente invece nella fascia adriatica e al Sud Italia, si segnala solo qualche caso in Puglia.

Passando alla sua coltivazione in acquario, pur essendo una pianta dal grande adattamento, preferisce un pH leggermente alcalino intorno al 7,5/8 e una durezza dell'acqua media/alta (con pH acido e acqua tenera cresce di solito con molta più fatica). Cresce bene anche con un'illuminazione non forte, tanto che alcune persone hanno dichiarato di averla fatta crescere con luce scarsa (<0,4 W/L) e fondo inerte, utilizzando solo il concime liquido.
Parlando proprio della luce e del fondo è comunque preferibile utilizzare, per farla crescere al meglio, un'illuminazione in acquario almeno da 0,5 W/L e una fertilizzazione del fondo con apposite pastiglie a base di ferro, reperibili nei comuni negozi d'acquari o su internet, da collocare in prossimità delle radici perché la Vallisneria Spiralis dispone di un non indifferente apparato radicale, non a caso è una pianta che si nutre principalmente per via radicale anche se comunque una certa somministrazione di fertilizzante liquido in aggiunta non le farebbe di certo male, anzi!

Anche riguardo la temperatura è una pianta che ben si adatta ad un ampio intervallo, all'incirca tra i 14 °C e i 28 °C con un optimum intorno ai 20/22 °C. È dunque preferibile installare in acquario un riscaldatore e settarlo sui 22/23 °C perché questa pianta non tollera il freddo e soprattutto il gelo (anche se alcune persone la coltivano con successo nelle fontane e laghetti all'aperto, specie nell'Italia centro-meridionale, con l'accortezza di posizionare la pianta ad almeno 20/30 cm dalla superficie in modo che non geli; d'inverno la pianta naturalmente si blocca ma riparte con vigore in primavera) ma attenzione anche ai pesci rossi che in acquario potrebbero sradicarla facilmente, in particolare se le piante sono ancora piccole (anche qui dipende dal tipo di pesce rosso e dal proprio carattere, ci sono varie esperienze contrastanti; nei laghetti all'aperto i pesci rossi sembrano non sradicarla o mangiarla). L'uso della Co2 (anidride carbonica) in acquario è superfluo per questa pianta, in natura cresce infatti sotto la superficie dell'acqua e dunque non è strettamente necessario installare una bombola di Co2 appositamente anche se certamente la aiuterebbe nella crescita.
È una pianta che se trova le giuste condizioni in acquario può facilmente divenire infestante con un ritmo di crescita impressionante.

Ora andiamo a scoprire come avviene la riproduzione e perché questo genere di Vallisneria viene chiamato Spiralis. Pur avendo un'infiorescenza poco appariscente, è decisamente interessante il sistema di impollinazione di questa pianta. Tale termine, Spiralis, non è dovuto alla forma delle foglie (che infatti di spirale non hanno nulla, ad eccezione della variante Spiralis Tortifolia che effettivamente ha di spirale anche le foglie) ma deriva dal fatto che la pianta femminile produce un lungo stelo (fino a un metro ed oltre) filiforme con forma a spirale all'estremità del quale è alloggiato, racchiuso in una teca, il fiore femminile. Trascinato dalla corrente il fiore, fissato allo stelo, galleggia, la teca si apre ed espone all'aria gli stigmi.
Contemporaneamente i piccoli fiori maschili si staccano dai corti peduncoli sommersi, salgono in superficie dove si schiudono mettendo a nudo gli stami e spinti dal vento e dalla corrente vagano liberamente sull'acqua venendo a contatto, prima o poi, con il fiore dell'altro sesso. Avvenuta l'impollinazione, il peduncolo spiralato si riavvolge e si contrae trascinando il fiore femminile sul fondo, dove il frutto maturerà e germineranno i semi. L'infiorescenza in acquario è un fenomeno raro da osservare.

Si riproduce facilmente anche per stoloni con varie piantine collegate tra loro da un ramo laterale che si allunga scorrendo sul suolo, o appena sotto il terreno, emettendo radici e foglie dai nodi da cui si generano nuove piantine, evento questo molto facile da ottenere in vasca.
Altre specie di questo genere, come la Vallisneria Gigantea "americana" (con foglie più lunghe e larghe) e la Vallisneria Nana, non sono presenti in natura dalle nostre parti. Citiamo anche la Vallisneria Spiralis "Tiger", detta anche "Leopardo", che si differenzia dalla normale Spiralis principalmente per alcune foglie maculate.

Online i prezzi della Vallisneria Spiralis si aggirano attorno ai 3/4€ a mazzetto con solitamente presenti 3/6 piccole piantine sui 15 cm di altezza. Insomma, chi è interessato a inserire nel proprio acquario questa pianta farebbe bene prima a guardarsi intorno perché come abbiamo già detto è presente in natura in varie zone d'Italia e quindi il costo sarebbe zero! L'unica accortezza, prima di immetterle in acquario, è quella di lavare accuratamente le radici e le foglie per togliere eventuali uova o parassiti dalle piante che potrebbero facilmente infettare l'acqua del nostro acquario. E' una pianta da collocare sullo sfondo dell'acquario e si consiglia, prima di trapiantarle nel fondo, di spuntare di 1/2 cm le radici per permettere un maggior adattamento alle nuove condizioni.
Qualche tempo fa sono andato nel fiume Marta (VT), che nasce e prende il nome dal mio paese, per prelevare qualche piantina di Vallisneria Spiralis da collocare nel mio acquario. Sono ormai 10/15 anni che ogni tanto mi reco in questo posto per prendere qualche piantina di questo genere che devo dire essere sempre abbastanza presente in questo fiume come lo è altrettanto nel vicino lago di Bolsena dove è possibile trovarla piuttosto facilmente. Tra l'altro ricordo che ovviamente non è una pianta a rischio d'estinzione e dunque la sua raccolta è assolutamente consentita, anche per il fatto di non essere propriamente nativa delle nostre zone.

Con l'occasione ho fatto qualche foto e girato un video subacqueo nel quale si intravedono anche alcune piantine di Ceratophyllum Demersum, pianta anch'essa molto utilizzata in acquario di cui parleremo più avanti (leggere a fondo pagina).
Come ben visibile nel video, il fiume presenta una certa corrente d'acqua e il fondale è per lo più limoso, a tratti molto melmoso.
Nonostante fosse ottobre inoltrato, la Vallisneria Spiralis era ancora ben presente. Molti i lunghi steli a spirale dell'infiorescenza che ho personalmente visto, tipici di questa pianta e che la identificano inequivocabilmente. Ho volutamente preso qualche piantina con l'infiorescenza a spirale e collocata in acquario, così come qualcun'altra che presentava degli stoloni con altre piantine di fianco.
E' sicuramente una pianta che sa regalare emozioni all'acquariofilo, consigliata anche ai principianti, purtroppo molto spesso sottovalutata a favore di altri generi della stessa famiglia come la Gigantea o la Nana, forse perché fin troppo presente nelle nostre zone.

Esperienze personali di coltivazione:
Tutte le varie specie del genere Vallisneria crescono bene in acquario anche con la sola fertilizzazione liquida (personalmente utilizzo JBL Ferropol una volta a settimana con ottimi risultati). Inoltre non hanno assolutamente problemi a crescere con normali strisce o neon LED da 4000K e 6500K reperibili nei comuni ferramenta, ovviamente fornendo loro un'adeguata intensità di luce (in ogni caso crescono anche con poca luce seppur più lentamente).

Come già detto in precedenza, pur essendo una pianta adattabile a vari valori d'acqua, la Vallisneria preferisce di gran lunga acque alcaline (pH >7) e dure (ricche di carbonati). Cresce lo stesso in acque tenere e leggermente acide ma ho notato che cresce molto più lentamente e raramente genera stoloni (d'altronde ci sarà un motivo se, pur essendo una pianta cosmopolita, non è mai riuscita a colonizzare l'Amazzonia).
In sostanza gran parte delle acque che escono dai rubinetti italiani vanno benissimo per la Vallisneria (pH >7,5 - KH >7).

Note:
Sono rimasto impressionato dalla velocità di adattamento della Vallisneria Spiralis prelevata in natura rispetto a quella acquistata in negozio. Infatti quella prelevata in natura, appena inserita in vasca, ha iniziato subito a fare stoloni e a crescere in modo veloce. In 6 mesi ha ricoperto interamente la vasca! (vedere le foto in basso)
La stessa sorte non è invece toccata stranamente a quella comprata in negozio che risulta essere ancora ferma, bloccata. Probabilmente, nel mio caso, la Vallisneria prelevata nel fiume ha trovato grosso modo gli stessi valori d'acqua anche in acquario (pH 8, KH 10) adattandosi così rapidamente alle nuove condizioni e iniziando a crescere e moltiplicarsi.
Leggi anche l'articolo sulla coltivazione delle Echinodorus e della Hydrocotyle Leucocephala.

Ulteriori note:
Altre piante per acquario che è possibile ritrovare più o meno facilmente nei laghi e nei fiumi italiani sono: Elodea Canadensis, Hydrocotyle Vulgaris (Soldinella d'acqua), Ludwigia Palustris, Myriophyllum, Potamogeton, Lemna Minor (Lenticchia d'acqua), Najas Minor.
Gran parte di queste sono presenti, anche in discrete quantità, nella mia zona (lago di Bolsena).
Inoltre una buona quantità di piante d'acquario possono essere coltivate all'esterno in laghetto o fontana.

- Testo e foto di Luca Viviani -

Si ringrazia per alcune foto Forum Acta Plantarum

Vallisneria Spiralis nel fiume Marta (Viterbo)



Vallisneria Spiralis e Ceratophyllum Demersum (video subacqueo nel fiume Marta)



Vallisneria Spiralis nel lago di Bolsena (VT). Notare le numerose infiorescenze a "spirale" e il colore in alcuni casi rossiccio dovuto alla forte illuminazione e alla presenza di ferro nel fondo (video subacqueo).



Vallisneria Spiralis in un fiume della provincia di Mantova



Vallisneria Spiralis nel modenese



Piantina di Vallisneria Spiralis presa nel fiume Marta (VT) con il caratteristico lungo stelo "a spirale" e fiore femminile all'estremità. Notare anche l'importante apparato radicale.



Vallisneria Spiralis prelevata nel lago di Bolsena (VT)



Piantine di Vallisneria Spiralis prese in natura e inserite in acquario, alcune delle quali con infiorescenza



Dopo 6 mesi la Vallisneria Spiralis ha ormai ricoperto interamente l'acquario!



Dopo 8 mesi dal suo inserimento in acquario..



Piantina di Vallisneria Spiralis con fiore maschile



Passando all'altra pianta accennata all'inizio, il Ceratophyllum Demersum (ceratofillo comune), nella mia zona l'ho personalmente trovata nel fiume Marta e sulle rive del lago di Bolsena (VT), trascinata a riva dal vento. E' una pianta anche questa molto adattabile ma preferisce, così come la Vallisneria, acque alcaline e dure. La sua provenienza sembra asiatica ma ormai si è ben diffusa in varie parti del mondo.
La particolarità di questa pianta è che non ha radici, si nutre dunque esclusivamente per via fogliare e, anche se alcuni preferiscono collocarla nel fondo, si tratta di una pianta galleggiante. Possiamo aiutarla immettendo in acquario del fertilizzante liquido seguendo le dosi sull'etichetta.

Cresce bene anche senza Co2 e con luce media. L'intervallo di temperatura ideale è tra 10 e 20 °C con un optimum intorno ai 15 °C ma non ha problemi a vivere in acque oltre i 20/25 °C.
In condizioni ideali la crescita diviene molto veloce e, nonostante non sia appariscente come la Vallisneria, è comunque una pianta utilizzata spesso in acquario soprattutto perché ossigena molto l'acqua e contrasta efficacemente le alghe proprio grazie alla sua velocità di crescita.
Nella foto di lato e in basso alcune piantine di Ceratophyllum Demersum rinvenute sulle rive del lago di Bolsena.



Potamogeton Natans nel lago di Bolsena (VT)



Elodea Canadensis trovata al lago di Bolsena



Lenticchia d'acqua (Lemna Minor) coltivata in acquario



Acquario senza filtro con piante acquatiche prelevate in natura



Rocce laviche trovate nel lago di Bolsena e inserite in acquario

Rocce laviche per acquario

Pietre laviche per acquario