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Echinodorus Barthii, caratteristiche e coltivazione in acquario


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Echinodorus Barthii

Famiglia:
Alismataceae

Sinonimi:
Red melon sword

Dimensioni:
ALTEZZA 10-20 cm (in condizioni ottimali con aggiunta di Co2 e tabs fertilizzanti può superare i 50/60 cm)
LARGHEZZA 20-30 cm (in condizioni ottimali con aggiunta di Co2 e tabs fertilizzanti può raggiungere i 60 cm)

Provenienza:
E. Barthii non esiste in natura essendo stata selezionata dall'uomo ma la grande famiglia delle Echinodorus è comunque originaria delle Americhe dove risulta piuttosto diffusa con varie specie.

Valori dell'acqua:
Temp. 20-28 °C; pH 5.5-7.5; Gh 1-18

Moltiplicazione:
Fioritura e successiva fruttificazione (impossibile in acquario)
Piante avventizie sullo scapo fiorifero (frequente in acquario)
Produzione dal rizoma di piante figlie (difficile in acquario)

Velocità di crescita:
Variabile in base alle condizioni offerte (in condizioni ideali velocità di crescita media/veloce)


Luce:
Da media a intensa (almeno 0,5 W/L)


Caratteristiche:
Echinodorus Barthii è una "cultivar", una pianta non presente in natura che è stata creata dal tedesco Hans Barth incrociando probabilmente Echinodorus Uruguayensis e Echinodorus Horemanii, quest'ultime presenti invece in natura nel continente americano in zone paludose o ai margini di piccoli corsi d'acqua spesso profondi pochi centimetri dove vivono prevalentemente semi-emerse. Altri invece affermano che E. Barthii si tratti di una selezione di Echinodorus Osiris, un ibrido naturale di Echinodorus Uruguayensis, alla quale E. Barthii assomiglia moltissimo tanto che le due specie vengono più volte confuse così come accade con Echinodorus "El Diablo", pianta anch'essa molto simile a E. Barthii.
Echinodorus Barthii si presenta in condizioni ottimali con foglie lunghe 20-30 cm e una larghezza di 20-30 cm, di un vivo colore rossastro, marrone quando giovani, tendenti al verde quando maturano.
Si tratta di una pianta palustre molto decorativa che ha un buon successo in acquariofilia che però necessita di acquari alti (preferibilmente aperti) e di almeno 100 litri viste le ragguardevoli dimensioni che può raggiungere se coltivata in condizioni ideali. Nel massimo del suo splendore è sicuramente tra le piante d'acquario più grandi, discorso valido anche per molte altre della vasta famiglia Echinodorus.
Per crescere rigogliosa E. Barthii necessita di molta luce, di un ottimo substrato fertilizzato (o pastiglie a base di ferro), un pH neutro o debolmente acido, un’acqua di bassa-media durezza e di una temperatura ottimale intorno ai 25 °C. Tuttavia è una pianta robusta e che ben si adatta a vari range di luce, pH, durezza e temperatura resistendo senza problemi a temperature di qualche grado sopra ai 30 °C. È preferibile non scendere sotto ai 20 °C.
In acquario si moltiplica generalmente attraverso piante avventizie che nascono da un lungo scapo fiorifero che può superare il metro e mezzo di lunghezza ma è in grado di riprodursi anche tramite la nascita di piantine figlie dal rizoma, seppur raramente. Come gran parte del genere Echinodorus sviluppa inoltre un enorme apparato radicale, il più grande tra tutte le piante d'acquario.
Il fogliame può presentarsi di forma diversa in base alle condizioni di coltivazione, caratteristica nota di gran parte delle Echinodorus.
La pianta viene anche chiamata "Echinodorus Red Melon Sword" per via della sua tipica colorazione rossastra, specie tra le giovani foglie.

Coltivazione:
Come tutte le Echinodorus ama un fondo spesso e ricco di nutrienti, con un buon terriccio fertilizzato e dell'argilla. L'immissione in acquario di anidride carbonica (Co2) e fertilizzante liquido sono ben graditi per uno sviluppo ottimale della pianta.
Preferisce un'illuminazione abbastanza intensa, acque ferme o con debole corrente e acquari possibilmente aperti.

Esperienze personali:
In basso alcune foto del mio acquario aperto (senza coperchio) da 300 litri che mostrano un'enorme Echinodorus Barthii alta 60 cm e larga altrettanto. Utilizzo anidride carbonica con un apposito impianto a bombola, un fertilizzante liquido completo a dosaggio settimanale (JBL Ferropol) e delle tabs fertilizzanti da inserire ogni 6 mesi circa sul fondo in prossimità delle radici (nello specifico utilizzo le Power Tabs della Dennerle che ritengo di ottima qualità).
Per esperienza posso affermare che le Echinodorus (ma anche piante come Vallisneria, Rotala Rotundifolia o Ludwigia) possono crescere benissimo anche con il solo concime liquido soprattutto se si utilizza un fondo drenante come ad esempio il gravelit in quanto, in questo modo, i nutrienti passano senza problemi dall'acqua al fondo nelle radici. Tuttavia tutte le piante per acquario, una volta sviluppato il fogliame sommerso, sono in grado di assorbire i microelementi nutritivi anche direttamente dalle foglie (chiaramente con le dovute differenze da specie a specie).
L'intensità di luce fornita è medio-alta (0,6 W/L) mentre il fondo è composto di solo gravelit (che non sifono da anni!). La temperatura dell'acqua la mantengo costante a 25 °C con un normale riscaldatore per acquari (d'estate la temperatura supera a volte i 30 °C ma non provoca alcun problema alla pianta).
Inoltre periodicamente da ormai molti mesi nascono, dalla pianta madre, delle piantine avventizie da uno o più scapi fioriferi, la cui loro sommità ricorda molto un asparago (questo è il modo con cui si moltiplica la pianta). Se questo scapo fiorifero (spesso erroneamente chiamato "stolone") fuoriesce dall'acqua, al posto delle piantine nascono dei graziosi fiori bianchi e successivamente, se le condizioni lo permettono, delle piantine con fogliame adatto alla vita emersa fuori dall'acqua. Personalmente preferisco lasciarlo sott'acqua in modo tale che nascano direttamente delle piantine già adatte alla coltivazione in acquario. In ogni caso dopo un certo lasso di tempo è consigliabile recidere lo scapo fiorifero in quanto la pianta madre concentra gran parte degli elementi nutritivi per la propria moltiplicazione e dunque per la crescita dello scapo fiorifero e delle successive piantine avventizie. Ciò a lungo andare provoca alla pianta madre un graduale rallentamento (non crea più foglie nuove) e un generale degrado con foglie via via sempre più bucate e gialle. Una volta reciso dalla base lo scapo fiorifero (una volta me ne ha fatti ben 4 di scapi fioriferi nel giro di poche settimane!) la pianta riprenderà vigore e nuova vita.
Date le dimensioni ragguardevoli che queste piante possono raggiungere, si rende necessaria una periodica potatura: basterà semplicemente tagliare le foglie vecchie più esterne il più vicino possibile alla base della pianta.
Ho avuto una bella esperienza di questa pianta anche in un acquario con una luce media affidata a dei comuni Led cinesi senza l'aggiunta di Co2 con pH 8 e durezza elevata dove è riuscita pian piano ad emergere con le foglie dall'acqua e a produrre continui scapi fioriferi. È la chiara dimostrazione di come le Echinodorus riescano ad adattarsi a un po' di tutto. Alcune persone le coltivano persino in semplici vasi o nei laghetti all'esterno.

Note:
Dispongo spesso di varie piantine "figlie" di Echinodorus Barthii. Se interessati contattatemi.

Ulteriori note:
Leggi anche l'articolo sulle piante d'acquario ritrovate in natura e sui pesci tropicali ritrovati in Italia.

- Testo e foto di Luca Viviani -

Fiore di Echinodorus Barthii

Fiore di Echinodorus Barthii

Fiore di Echinodorus

Sommità dello scapo fiorifero di Echinodorus Barthii

Scapo fiorifero di Echinodorus Barthii

Piantina giovane avventizia di Echinodorus Barthii nata in acquario dallo scapo fiorifero

Pianta avventizia di Echinodorus Barthii

Pianta avventizia di Echinodorus Barthii

Pianta avventizia di Echinodorus Barthii

Piantina giovane di Echinodorus con già presente un'infiorescenza (scapo fiorifero)

Echinodorus con infiorescenza e scapo fiorifero

Echinodorus Barthii matura in acquario (notare lo scapo fiorifero fuoriuscire dall'acqua)

Echinodorus Barthii in acquario con scapo fiorifero

Echinodorus Barthii

Echinodorus Barthii

Echinodorus in acquario

Piantine di Echinodorus Barthii ancora attaccate allo scapo fiorifero

Piante avventizie di Echinodorus Barthii

Echinodorus coltivata nel mio acquario (video)



Boccioli di Echinodorus Barthii pronti a fiorire. In secondo piano si notano alcune foglie di Hydrocotyle Leucocephala

Boccioli di Echinodorus Barthii

Boccioli di Echinodorus

Foglia di Echinodorus Barthii

Foglia di Echinodorus Barthii

Foglia di Echinodorus Barthii

Il mio acquario artigianale da 300 litri dove al centro svetta la grande Echinodorus

Echinodorus

Echinodorus con scapo fiorifero fuoriuscito dall'acquario



... fiori sbocciati!



Echinodorus in infiorescenza in un acquario di acqua dura e alcalina con semplici luci a Led



Piante avventizie di Echinodorus nate dallo scapo fiorifero della pianta madre



Echinodorus in un acquario con pH e durezza elevati dove non erogo Co2 e sotto comuni strisce LED cinesi. Differenze dopo circa un anno..



Echinodorus coltivata all'esterno in un secchio con del terriccio

Echinodorus

Echinodorus coltivata in vaso nella fontana

Echinodorus

Una nuova foglia di Echinodorus in acquario

Foglia di Echinodorus



Echinodorus Bleheri in acquario con scapo fiorifero. Si tratta, a differenza di E. Barthii, di una specie naturale che differisce per forma ma la moltiplicazione e le condizioni di coltivazione restano le medesime.

Echinodorus Bleheri in acquario

Pianta di Echinodorus Bleheri in acquario

Pianta di Echinodorus Bleheri in acquario


Piantine avventizie di Echinodorus Bleheri sullo scapo fiorifero

Piante avventizie di Echinodorus Bleheri su scapo fiorifero

Pianta avventizia di Echinodorus Bleheri su scapo fiorifero