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Tromba d'aria 23 agosto 2007 sul lago di Bolsena a Marta e nell'alta Tuscia


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La tromba d'aria nel Viterbese del 23/8/2007


Tetti scoperchiati, alberi sradicati e una quindicina di persone ferite.
E’ il bilancio della tromba d’aria che si è abbattuta sulla Tuscia.
Più di duecento le richieste d’aiuto arrivate al centralino dei vigili del fuoco, andato praticamente in tilt.

I comuni della Tuscia maggiormente interessati dal maltempo sono stati soprattutto Montalto di Castro e Tarquinia, ma disagi si sono registrati anche nell'area meridionale e orientale del lago di Bolsena a Tuscania, Tessennano, Montefiascone, Marta, Capodimonte, Lubriano, Bagnoregio, oltre a Viterbo.
Il 118 è dovuto intervenire per soccorrere persone ferite o contuse da oggetti che le forti raffiche di vento hanno spazzato via.

Per nessuna di loro è stato necessario il ricovero in ospedale.
Molte le case i cui tetti sono stati scoperchiati dalla furia del vento. Verso le 14 si è scatenato l’inferno anche a Marina Velka, con la Litoranea allagata, pali divelti e ombrelloni spazzati via.

Danni gravi anche nel lungolago di Montefiascone, con case scoperchiate e alberi abbattutti. Danneggiato anche il tetto della Rocca dei Papi.
A Piansano la tromba d’aria si è abbattuta con una potenza mai vista prima. Alberi centenari crollati a terra, cartelloni pubblicitari volati via sospinti dalle folate di vento, insieme a canali e grondaie. Diverse le auto danneggiate da oggetti che sono finiti contro la carrozzeria.

Disagi alla circolazione, con diverse strade provinciali bloccate, soprattutto verso il mare, la Litoranea, Tuscanese, Porto Clementino e la Commenda. La tromba d’aria ha fatto sentire i suoi effetti anche a Viterbo, dove oltre a far appoggiare la Macchina di Santa Rosa su una parete, ha scoperchiato una parte del tetto del centro commerciale Leclerc.

Sempre a causa del maltempo, trentamila utenti dell’Enel sono rimasti per più di due ore, dalle 14.15 alle 16.30, senza elettricità. La causa è stata sempre il vento che ha abbattuto molti pali della corrente elettrica, lasciando senza alimentazione le centraline.

La conta dei danni si preannuncia pesante, tanto che già diverse amministrazioni comunali intendono chiedere lo stato di calamità. Il sindaco di Tuscania Alessandro Cappelli ha convocato per sabato mattina alle 11, una seduta straordinaria del consiglio comunale, per chiedere la concessione dello stato di calamità naturale.

La decisione è stata presa dopo un parziale bilancio degli eventi calamitosi che si sono abbattuti con particolare violenza su Tuscania. “Per fortuna non ci sono stati problemi per le persone - ha spiegato Cappelli - ma da un primo esame i danni sono enormi”. I maggiori problemi sono stati registrati nelle attività commerciali con spazi all'aperto, nelle abitazioni, e nelle campagne circostanti.

Per i primi interventi sono stati attivati mezzi e personale del Comune, della Polizia Locale e della Protezione Civile.
Anche la segreteria dei Popolari Udeur si è mobilitata dopo un primo bilancio e attraverso Regino Brachetti, si è messa in contatto con il capogruppo del partito alla Camera dei Deputati, Mauro Fabris, per valutare le azioni d’ attuare.

Fabris ha assicurato che, non appena sarà disponibile una mappa dei danni rilevati, si attiverà, di concerto con il gruppo dei Popolari-Udeur alla Regione Lazio, per chiedere al Governo la concessione dello stato di calamità naturale.

Una ricognizione nelle zone più colpite è stata effettuata dall'assessore provinciale Renzo Trappolini.
E anche la Provincia è scesa in strada, per andare in soccorso delle popolazioni più colpite.

“Stiamo lavorando d'intesa coi Comuni e con la Prefettura per un monitoraggio dell'intero territorio – dice il presidente Mazzoli - per calcolare i danni effettivi e stabilire gli interventi più urgenti. Stiamo inoltre valutando se chiedere o meno lo stato di calamità. Siamo presenti con tutte le forze disponibili: Protezione civile, cantonieri, polizia provinciale e non solo”.

L'assessore ai Lavori pubblici Antonio Rizzello ha effettuato personalmente sopralluoghi.
“Stiamo cercando di ripristinare la viabilità, il grosso del lavoro in questo senso è fatto. Purtroppo - spiega - i danni sono evidenti, soprattutto alle case, in tutta l'area che va da Montalto di Castro verso Tuscania, Arlena, Marta, Montefiascone e la Teverina. Siamo mobilitati con tutti i mezzi disponibili e abbiamo coinvolto imprese private a supporto del lavoro”.

Ma il maltempo ha fatto vivere momenti di paura anche nel capoluogo: a Porta Romana il ponteggio della Macchina di S. Rosa si è piegato, costringendo la struttura ad appoggiarsi sulla torre della chiesa.

“Appena appresa la notizia - dice ancora Mazzoli - ho contattato immediatamente il sindaco Giancarlo Gabbianelli per mettere la Provincia a completa disposizione”.

Sul posto si è recato invece l'assessore alle Politiche sociali Giuseppe Picchiarelli.
Intanto questa mattina, è in programma una riunione di giunta sull’emergenza maltempo.

Alcuni affermano che si sia trattata di una wall cloud e non di una vera e propria tromba d'aria. In ogni caso, viste le pochissime foto a disposizione della presunta tromba d'aria, non si ha ancora la certezza di cosa sia stato realmente. Certo è stato il suo arrivo dal mare e la presenza di invorticamento delle nubi. Inoltre il forte vento presente, unito alla pioggia che cadeva, in un certo momento non faceva nemmeno vedere le abitazioni davanti.
Poco prima dell'arrivo della tromba d'aria, non sono mancati anche dei fulmini con annessi tuoni.
Meno colpita dalla tromba d'aria la zona di Bolsena e di Gradoli.
Nel luglio 2014 un'altra tromba d'aria ha colpito Viterbo.

Foto di Romano Natali

Tromba d'aria sul lago di Bolsena 27 novembre 2014

Da Bolsena guardando verso Montefiascone..

Tromba d'aria a Montefiascone 2007



Un cartello stradale abbattuto dal forte vento a Marta


Sul lungolago di Montefiascone


Qua sotto un albero sradicato a Tuscania..

By www.tusciaweb.it

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Percorso indicativo della tromba d'aria



Carta meteo di allora...