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La decorazione del portale del santuario della Madonna del Monte a Marta (VT)


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È consuetudine diffusa ancor oggi e ovunque ornare, nelle solennità, i portali delle chiese con drappi o elementi vegetali, a sottolineare ancor più l'atmosfera di gioia. Questa usanza assume, nella festa della Madonna del Monte del 14 maggio a Marta, una connotazione particolare e assai caratteristica.
La decorazione del portale del santuario della Madonna del Monte con elementi vegetali ci è testimoniata sin dalla fine del XIX sec. dagli scritti di Teodorico Ruspantini che, descrivendo la festa, annota: "Sotto festoni di bosolo e di mortella che inghirlandano il portale s'entra nella mistica penombra della chiesa". Ma il Ruspantini non è l'unico testimone. Sbiadite foto d'epoca e fonti orali perpetuano il ricordo di questa tradizione mai interrotta, neppure durante i periodi bellici. Il compito di tale ornamento era prerogativa dei Casenghi che dopo aver intrecciato essenze verdi resistenti (bosso, mortella e, spesso, alloro) per ricavarne dei festoni, appendevano quest'ultimi agli stipiti e all'architrave della porta e intorno alla lunetta decorandoli con fiori (rose, lilla, petti d'angelo...).

Nel 1985, in occasione del V centenario della riconsacrazione della chiesa, la decorazione abbellì non solo il portale ma anche la finestra e il rosone. Prese avvio, allora, quella trasformazione che ha portato all'attuale e complesso motivo vegetale che circonda il portale e si estende sulla facciata della chiesa.
Un gruppo di persone esperte, in maggioranza donne, lavora sapientemente per oltre un mese intrecciando spighe di grano e alloro per ricavare la base decorativa il cui disegno si rinnova quasi tutti gli anni.

Su questa base, in prossimità della festa, si disporranno frutta (in prevalenza mele), ortaggi e fiori. Intrecci simili che riecheggiano molto i festoni vegetali rinascimentali vengono appesi anche alle finestre del convento e possono essere utilizzati oggetti agricoli e reti da pesca, che rimandano alle 4 Categorie, per ornare la facciata.
In una festa che vede la profusione dei prodotti della natura mai decorazione poteva essere più appropriata.
Un breve cenno meritano anche le decorazioni formate da profumatissimi fiori di ginestra, rose, grano, frutta, ciambelle e alloro che addobbano le vie del paese di Marta in cui transita il corteo.
Se quest'ultimo è appannaggio degli uomini, la creatività femminile si estrinseca nella bellezza di queste produzioni per la gioia degli osservatori che sono investiti da un arcobaleno di colori e un tripudio di profumi. Due compiti diversi quelli degli uomini e delle donne di Marta ma complementari per raggiungere quell'armonia che rende questa festa straordinaria.

Tratto da: "Marta, guida alla scoperta" di Maria Irene Fedeli

Rielaborazione testi a cura di Luca Viviani