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La storia nel lago di Bolsena: le antiche popolazioni


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Il territorio intorno al lago di Bolsena, allo stato attuale dei ritrovamenti archeologici, ha fornito ancora scarse testimonianze del lungo periodo storico, di circa 3000 anni, chiamato Neolitico, caratterizzato dall'inizio dell'agricoltura e dell'allevamento quali attività di approvvigionamento del cibo in alternativa alla raccolta dei frutti spontanei e alla caccia. Il periodo è ulteriormente caratterizzato dalla nascita della produzione ceramica. Materiali del periodo Neolitico sono stati ritrovati nei dintorni di Marta, nel territorio a nord del lago ed in un sito sommerso dalle acque del lago nel territorio di Gradoli detto "Ragnatoro".
Tutti i materiali, conservati nel Museo Territoriale del lago di Bolsena, ubicato nel Castello Monaldeschi di Bolsena, fanno ritenere che il territorio fosse già abitato stabilmente in quel periodo.
E' comunque dall'età del Rame (metà del terzo millennio a.C.) che si hanno reperti vari e di numero consistente sufficienti a far ritenere che le sponde del lago fossero allora abitate in modo significativo. Ritrovamenti di materiali dell'età del Rame sono avvenuti nel territorio di Bolsena (La Capriola, Gran Carro), in quello di Montefiascone (Cornos, Fondaccio, Pian di Roveto, Rinaldone), in quello di Marta, di Capodimonte, di Valentano e di Grotte di Castro (località "il Grifo").

Nel secondo millennio a.C. nella lavorazione dei metalli viene prodotto il bronzo, come noto una lega di rame e stagno.
L'età del Bronzo fu caratterizzata, nel comprensorio lacustre, da un significativo incremento demografico dovuto anche all'affinamento delle tecniche agricole di lavorazione dei terreni, reso possibile dall'invenzione dell'aratro. Materiali archeologici databili all'età del Bronzo antico sono stati rinvenuti nei territori dei comuni di Valentano (Mezzano, Monte Saliette...), Gradoli (Monte Senano, Ragnatoro) e Bolsena.
Ancora più numerosi quelli appartenenti al Bronzo medio (XVI - XIII secolo a.C.) e a quello finale (XII - X secolo a.C.), attraverso i quali è stato possibile ricostruire e localizzare gli insediamenti umani del periodo.
Con la fase iniziale della prima età del Ferro, il territorio vulsiniese comincia ad assumere caratteristiche proprie dal punto di vista insediativo fino a dar luogo, nel Villanoviano, alla formazione di veri e propri centri abitati come quelli di Visentium (Bisenzio) e Velzna (Volsini). L'abitato di Bisenzio, la cui nascita viene fatta risalire all'età del Bronzo finale, nel periodo villanoviano presenta dimensioni significative come testimoniato dall'ampiezza delle necropoli. Tra il IX e l'VIII secolo a.C. Bisenzio fu un centro importante, così importante da primeggiare sugli altri centri del lago, almeno dell'intera sponda occidentale. Sul versante opposto del lago, controllato da Volsini, sono stati ritrovati resti di numerosi insediamenti villanoviani: Tempietto (località ad ovest dell'attuale abitato di Bolsena), Melona, Civita d'Arlena (quasi al confine con il territorio di Montefiascone), Gran Carro (ora insediamento subacqueo a circa 5 metri di profondità dalla superficie del lago).

L'insediamento villanoviano del Gran Carro, palafitticolo, che ebbe vita dall'inizio al termine del IX secolo a.C., fu abbandonato a causa dell'innalzamento del livello delle acque del lago. I numerosi reperti recuperati nel sito archeologico sono la testimonianza di una notevole produzione ceramica, di un significativo sviluppo dell'agricoltura, dell'allevamento, della lavorazione del legno e della metallurgia documentato, quest'ultimo, dal ritrovamento sia di strumenti per la fusione che di manufatti in bronzo.
Il periodo etrusco prima e quello romano poi sono ampiamente documentati (una visita al Museo Territoriale del Lago di Bolsena è d'obbligo) da non richiedere una trattazione specifica e particolareggiata.
Nel distretto lacustre, dalla Civita di Grotte di Castro, posta a nord del bacino, sino a sud, gli insediamenti etruschi, testimoniati dalle numerose necropoli, sono molti e di grande interesse storico: dal colle di Civita, con le adiacenti necropoli (da visitare quella di "Pianezze"), a Monte Landro (nel territorio di San Lorenzo Nuovo), da Barano, Bolsena Castello, Civita d'Arlena (tutte località nel territorio del comune di Bolsena) sino a Montefiascone (Rocca e Casale Marcello) e all'isola Bisentina. Ed ancora Bisenzio, la Montagna (comune di Gradoli), Poggio Evangelista (comune di Latera al confine con la Toscana) e Monte Becco (comune di Valentano): è un susseguirsi di siti abitativi databili dal VII al III secolo a.C., tutti di notevole interesse storico ed archeologico.
I centri etruschi furono poi assoggettati alla dominazione di Roma che tra il 281 e il 264 a.C. occupò prima Tarquinia (281) poi Vulci (280) e quindi Volsini (264) che, distrutta, venne rifondata nel 241 a.C. sulle sponde nord-orientali del lago poco sopra l'attuale Bolsena.

Tratto da "il lago di Bolsena, guida alla scoperta" di Andrea Viaggiante (Annulli Editori)

Rielaborazione testi a cura di Luca Viviani

Siti archeologici nel comprensorio volsinio



Antiche grotte di probabile epoca etrusca nei pressi di Marta (VT)



Un sarcofago (forse di origine etrusca) presso l'isola Bisentina nel lago di Bolsena