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Perché si chiama "Barabbata" (festa Madonna del Monte di Marta)


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La Barabbata: etimologia di un appellativo

Parlando della festa della Madonna del Monte è assai diffuso, soprattutto in ambienti non martani, riferirsi ad essa con il termine "Barabbata".
È, indubbiamente, più comodo sia perché è più breve rispetto alle altre denominazioni, sia perché riesce, tra tutte le feste mariane della Tuscia, a connotare inequivocabilmente quella che si svolge ogni 14 maggio a Marta (VT).
In ambiente martano questo vocabolo va diffondendosi soprattutto tra le giovani generazioni mentre viene usato poco, e con particolare fastidio, dalle persone di età più avanzata.

Si può formulare l'ipotesi che l'accettazione e l'uso di tale vocabolo sia direttamente proporzionale al progressivo dimenticare che, in tempi passati, questo termine veniva usato dai forestieri all'indirizzo dei martani con una forte connotazione di scherno e derisione.

Un documento del 1783 ci può illuminare: il parroco di Capodimonte, don Bernardino Morotti, in un esposto alla Curia Vescovile, auspicava la cessazione di alcune processioni svolte dalla Compagnia della Misericordia di Marta poiché alcuni confratelli, recandosi a visitare i Sepolcri nella vicina Capodimonte durante la Settimana Santa, avevano dato adito a risse e disordini.
Riportiamo testualmente: "La Barabbata di Marta è l'abuso di certe processioni notturne solite a farsi dai fratelli della Compagnia della Misericordia... con lumi accesi che producevano l'universale derisione particolarmente dei forestieri, che venivano a bella posta per vedere e deridere tali processioni, quasi che i Martani andassero a cercar Barabba".
Il 4 aprile 1783 tali processioni vennero soppresse.

Mons. Liberato Tarquini, parroco di Marta, partendo dal suddetto documento ipotizza che, durante la festa della Madonna del Monte, "incomposte Passate si abbiano meritato il nome di Barabbata, cioè di processione disordinata ... a somiglianza di quella in cui dicevano di andare a cercare Barabba".

Dopo l'Unità d'Italia, con il diffondersi di atteggiamenti anticlericali, il popolo non sentì più il freno della Chiesa e la festa della Madonna del Monte registrò il degradarsi della compostezza e l'abbandono ad eccessi e sregolatezze. A questa processione poco composta e degenerata venne dato il nomignolo che richiamava l'altra processione soppressa nel 1783.

Nel 1892 Teodorico Ruspantini, testimone oculare della festa, scrive che questa viene conosciuta "col vocabolo improprio di Barabbata, denominata così per ischerno dalle popolazioni contermini".

Riguardo l'etimologia sono da considerare varie ipotesi.
Paolo Toschi, grande studioso di tradizioni popolari, ipotizza una radice etimologica legata alla figura di Barabba, dato che a Marta si svolgeva una scena di carnevale dove un uomo che si fingeva Barabba si nascondeva nelle campagne mentre tutti andavano a cercarlo fino a quando non veniva scoperto e fatto prigioniero.

Pericle Perali, archivista dell'Archivio Segreto Vaticano, attribuisce alla parola un significato mercantile facendola derivare dal vocabolo greco "barà" che significa "carico, merce" e da un termine tedesco ("bata") che indica "prezzo, pegno". Nel complesso abbiamo il significato di "prezzo della merce, oggetto del baratto". L'origine mercantile è indubbiamente legata all'impressione di fiera, di mercato, di mostra, generata dalla grande esposizione rituale di prodotti della terra, di pesci del lago, di fiori e primizie.

Questa ipotesi, criticata dal Toschi, è stata oggi rivalutata da antropologi che rimarcano il carattere di mercato alla luce di nuove considerazioni sull'origine della festa che appare sempre più legata a riti primaverili dedicati alle dee Feronia e Maia.
Infatti, in concomitanza con le celebrazioni dedicate soprattutto alla prima, aveva luogo una grande fiera.

I martani, comunque, non amano questo nome che richiama atteggiamenti di disordine, chiasso, eccesso, e si impegnano costantemente affinché non abbiano mai più a ripetersi quegli eccessi che nel lontano passato hanno suscitato negli spettatori quell'ilarità e quell'ironia che ben giustificavano il nomignolo di "Barabbata".
Oggi gli abitanti di Marta preferiscono identificare questo loro grande evento come "Festa delle Passate" o, ancor meglio, "Festa della Madonna Santissima del Monte", cercando di rimproverare chi, ancora ai giorni nostri, si ostini a chiamare questa festa con l'appellativo "Barabbata".

Tratto da: "Marta, guida alla scoperta" di Maria Irene Fedeli

Rielaborazione testi a cura di Luca Viviani