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La strada di Amalasunta (isola Martana)


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Durante l’età del Bronzo, periodo in cui la profondità del lago era inferiore a quella odierna, l’isola Martana era separata dalla costa da un breve braccio di acque. Fu allora che gli abitanti locali gettarono un terrapieno di pietrame per collegare le due sponde. Lungo il corso dei secoli, è stata ininterrottamente cercata la conferma dell’esistenza di questa strada compresa tra i territori di Marta e Montefiascone.

Innumerevoli furono le ipotesi e le ricerche per individuarla, ma fu solo grazie alle preziose indagini archeologiche e subacquee dell’ingegnere Alessandro Fioravanti che ne abbiamo adesso, quanto meno, la sua esatta collocazione.
Fioravanti, ispettore onorario per i monumenti e le belle arti, appassionato di archeologia subacquea, individuò nei fondali del Lago di Bolsena un insediamento di palafitte risalente all’età del Ferro: il “Gran Carro”. Poi progettò il Museo Territoriale del Lago di Bolsena. Le molte scoperte di Fioravanti vanno dal porto etrusco di Bisenzio all’insediamento di Monte Senano e al porto di età medievale nei fondali dell’Isola Martana.

Ma torniamo alla “strada di Amalasunta”. Nel 1977, durante una perlustrazione in elicottero sul lago, Fioravanti avvistò finalmente il tracciato della strada: nera, perché fatta di pietre vulcaniche, si distingueva nettamente dal bianco del fondale. Purtroppo non furono eseguite foto sufficientemente nitide a testimoniare quel momento, rendendo poi impossibile ritrovare il punto esatto in cui cercare materialmente la strada.

C’è da aggiungere che negli anni ’80 ci fu uno sconvolgimento di quella parte del lago, in conseguenza alla costruzione del molo per il porto di Marta, eseguito senza tenere conto del regime della circolazione delle correnti, cosa ben nota ai pescatori locali: così, tutta una vasta zona si ricoprì di uno strato di limo bianco finissimo dello spessore di 10-20 cm, coprendo completamente i resti della strada e probabilmente anche altre testimonianze archeologiche.
Il terrapieno, oramai scomparso, rimase impresso a Fioravanti che successivamente riuscì ad organizzare una importante ricerca sotto il suo coordinamento.
Prese così vita l’Operazione Amalasunta, dal nome dalla regina figlia di Teodorico e sovrana degli Ostrogoti, imprigionata nell’isola e poi uccisa nel 535 d.C. per ordine di Teodato, suo secondo marito e cugino, ansioso di essere l’unico e solo regnante.
L’Operazione Amalasunta riunì una equipe composta da una trentina di subacquei delle associazioni ARGO, AREA, ARTIGLIO, CONEGLIANO, GAR. Muniti di telecamere, macchine fotografiche e l’importantissimo metal detector Excalibur, che risultò fondamentale.

Lo strumento fu utilizzato in questa occasione non per rilevare metalli ma roccia: infatti la roccia dopo molto tempo si arricchisce di minerali ferromagnetici individuabili, appunto, da un metal detector.
Il lavoro non fu semplice, specialmente a causa della vegetazione lacustre alta ben oltre il metro e mezzo che rendeva inavvicinabile il terrapieno, ma fu comunque possibile individuare una trentina di sassi, levigati e protetti ai fianchi da quelli che apparivano come due pali di legno. L'operazione diede risultati di grande rilievo.
Attualmente l'isola Martana dista appena 1 Km dalla località Kornos di Marta e in questa parte la profondità del lago è piuttosto bassa. Ciò dà quindi ulteriore peso all'ipotesi dell'esistenza di questa strada tanto affascinante quanto misteriosa.

Grazie alle scoperte di Fioravanti si è così ravvivata la leggenda di Amalasunta, che narra come la regina dei Goti fosse solita percorrere questa presunta strada preistorica, anche per andare a nascondere in qualche misterioso sito circostante un suo immenso tesoro, da sempre cercato e mai da nessuno trovato: esisterà davvero?
Questo tesoro sarà nell'isola, a Marta o Bolsena? Molti, specie fra gli anziani dei dintorni, hanno su questo argomento le loro idee e le loro verità.
Ma questa è solo una delle tante affascinanti leggende che da sempre avvolgono il lago di Bolsena.

di Laura Tamagni

foto di bolsenanew.it