You are hereLa Rocca dei Papi di Montefiascone (VT)

La Rocca dei Papi di Montefiascone (VT)


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I PAPI A MONTEFIASCONE

Durante il periodo delle invasioni barbariche, come altri centri lungo la via Francigena, anche Montefiascone, per garantire la sicurezza dei suoi abitanti e allo scopo di impedire l'accesso dei soldati stranieri al centro abitato, si munì di un'imponente costruzione (la Rocca) nella quale trovarono rifugio anche gli abitanti delle campagne circostanti.
Le origini ufficiali della Rocca di Montefiascone, sorta agli albori dell'organizzazione temporale della Chiesa, risalgono alla fine del XII sec. (1198-1199) quando Innocenzo III, nel gioco alterno della lotta al potere, la scelse come sede del rettore del Patrimonio di San Pietro. Il Papa, dopo essere entrato trionfalmente in Montefiascone, fece fortificare il castello, demolire alcune delle costruzioni addossate allo stesso e costruire, nei pressi del palazzo, una chiesa dedicata alla Madonna (Santa Maria in Castello).
Da quel momento una moltitudine di Papi e di personaggi celebri animò, per secoli, la vita della città. Papa Gregorio perfezionò le fortificazioni della Rocca e nel 1235 considerò il "castrum Montisflasconis" sede Apostolica speciale, ponendola al primo posto nell'elenco dei beni inalienabili del Patrimonio di San Pietro. Nell'aprile del 1368 Urbano V, nel tentativo di riportare la sede papale a Roma, si trasferì con la corte pontificia nella Rocca di Montefiascone per trascorrervi l'intera estate. Nell'agosto del 1369, con la bolla "Cum illius", conferì a Montefiascone il titolo di Città e la dotò di una propria diocesi. Pio II vi soggiornò per varie estati e menzionò nei suoi "Commentari" le sale, i triclini, i cubicoli della Rocca, dichiarando il palazzo degna dimora di sovrani. Nel 1495 vi si rifugiò Alessandro VI Borgia. La località, di alto valore strategico, era ambita soprattutto da suo figlio Cesare, alias "duca Valentino", che nell'ambizioso disegno di conquista dell'Italia voleva trasformare la fortezza nel caposaldo inespugnabile del suo futuro regno nell'Italia centrale.

Il 4 settembre 1506 papa Giulio II transitò per Montefiascone accompagnato da nove cardinali, 1500 fanti e 500 cavalieri. Il Papa, che aveva fatto puntellare un solaio della Rocca ove era stato approntato il banchetto, alludendo alla fama del vino di Montefiascone, disse: "È giusto di prendere questo provvedimento per non sprofondare e poi la gente dica che in Montefiascone avevamo bevuto troppo". In quell'occasione affidò all'architetto Antonio da Sangallo il Giovane la direzione delle ristrutturazioni avviate e la progettazione del portico del cortile interno. Tornò poi varie volte a soggiornare nel castello facendovi apporre, a memoria dei lavori finanziati, alcuni suoi stemmi papali. Leone X soggiornò per diverse estati nella Rocca di Montefiascone facendo ultimare i lavori di ristrutturazione avviati da Alessandro VI e Giulio II. Della sua corte facevano parte artisti e letterati come Michelangelo, Antonio da Sangallo il Giovane, Pietro Bembo, Jacopo Sadoleto. I lavori terminarono nel 1516, come attestano le iscrizioni scolpite sulla base di due pilastri del porticato sangallesco.
Prima di essere eletto papa, Alessandro Farnese fu vescovo amministratore della diocesi di Montefiascone (1501-1519). Nei suoi progetti c'era la volontà di nominarla capitale del ducato che stava creando ma l'opposizione della comunità di Montefiascone lo spinse a ripiegare sulla meno idonea città di Castro. Tornò a Montefiascone nel settembre del 1536 dopo l'elezione al soglio pontificio. Nel 1540 fece progettare ad Antonio da Sangallo il Giovane la Rocca Paolina di Perugia, ove fece trasferire anche i cinque grandi cannoni della Rocca di Montefiascone. L'episodio costituì l'inizio del lento declino della fortezza montefiasconese.
Nel secolo successivo dovette sembrare tanto in rovina che il cardinale Barbarigo dette disposizione di utilizzare il materiale della Rocca per la costruzione del seminario diocesiano.
Col tempo la Rocca, restaurata ed abbellita, è diventata sede di importanti manifestazioni culturali.
Dai giardini della Rocca dei Papi (633 m s.l.m.) si apre un magnifico panorama a 360° che spazia dal lago di Bolsena al monte Amiata, dalla valle del Tevere agli Appennini, dalla piana di Viterbo al mar Tirreno.
Accanto alla Rocca è presente la maestosa cattedrale di Santa Margherita la cui cupola risulta la terza più grande in Italia per diametro interno.

La Rocca dei Papi di Montefiascone (VT)

La Rocca dei Papi di Montefiascone (VT)

La Rocca dei Papi di Montefiascone (VT)

Panorama sul lago di Bolsena dai giardini della Rocca dei Papi di Montefiascone