You are hereLa basilica di Santa Cristina a Bolsena (VT)

La basilica di Santa Cristina a Bolsena (VT)


----------------

La basilica di Santa Cristina a Bolsena consiste in un complesso architettonico distinto in quattro nuclei: la basilichetta ipogea detta Grotta di Santa Cristina e le catacombe, l'edificio romanico a tre navate, la Cappella del Miracolo e la Cappella di San Leonardo.
La parte più antica del complesso è costituita dalle catacombe e dalla Grotta di Santa Cristina, ritenuta il primitivo luogo di culto della Santa (anche se, nella sua struttura attuale, la costruzione risale al X secolo); pare infatti che il corpo della giovanissima martire, vittima della persecuzione di Diocleziano (fine del III sec. d.C.), sia stato sepolto dai suoi compagni di fede in una tomba ricavata nelle catacombe; sulla sua sepoltura in seguito fu eretto un altare su cui officiare i sacri riti. Ai primi del XVI secolo, sul luogo sotto il quale giaceva il corpo della Santa, venne sistemata una bella statua in terracotta, attribuita a Benedetto Buglioni, raffigurante la martire bambina giacente nel sonno della morte.

La tradizione popolare narra che Cristina, figlia del prefetto Urbano, convertitasi alla fede cristiana contro la volontà del padre, venne da questi sottoposta a crudeli torture dalle quali la giovinetta usciva sempre indenne glorificando Dio.
Morto Urbano, gli succedettero Dione e Giuliano che continuarono a tormentare Cristina nell'intento di farla abiurare, ma la fanciulla continuò ad uscirne illesa, fino a che una freccia le trapassò il cuore, un 24 luglio di un anno imprecisato, regnando Diocleziano.
Dalla basilichetta ipogea si diramano gli ambulacri della catacomba; parte di questa suggestiva necropoli paleocristiana venne distrutta dalla costruzione della basilichetta stessa. Come tutti i cimiteri dell'antichità, sorse subito fuori dall'area urbana, nei pressi di una strada identificabile probabilmente con l'antica via Cassia.

Le molte testimonianze epigrafiche donateci dalla catacomba ci confermano come il cristianesimo inglobasse sia i ceti umili che le classi sociali più elevate: lo si desume dalla lettura delle iscrizioni tombali che vanno dai semplici graffiti sulla calce alle iscrizioni in versi e in prosa e ai dipinti. La nostra necropoli ebbe vita dagli ultimissimi anni del III secolo al primo decennio del V.
Al centro della Grotta di Santa Cristina è collocato l'altare detto del Miracolo cui è incorporata la pietra su cui, secondo una devota tradizione, la Santa impresse l'impronta dei suoi piedi; il Ciborio a copertura piramidale, databile tra l'VIII e il IX secolo, è sorretto da quattro colonne in marmo rosa, terminanti in capitelli di stile corinzio. La balaustra in pietra che circonda l'altare risale alla metà del secolo XVI.
L'altare del Miracolo o delle Quattro Colonne è legato al ricordo del Miracolo Eucaristico, avvenuto nel 1263 quando, secondo la tradizione, un prete boemo tormentato da dubbi sulla reale presenza di Cristo nell'Eucarestia, andando pellegrino a Roma, sostò a Bolsena ed ivi celebrò la messa sulla tomba di Santa Cristina.
Pare che, al momento della consacrazione, l'ostia tra le mani del prete incredulo stillasse sangue di cui rimasero macchiati il corporale ed alcune pietre pavimentali. Quelle pietre sono oggi collocate nella cappella barocca detta del Miracolo mentre il corporale è custodito nel Duomo della vicina Orvieto (TR).

Nell'adiacente Cappella di San Michele si può ammirare la pala ceramica raffigurante la Crocifissione (1496), attribuita a Benedetto Buglioni.
La parte centrale del complesso architettonico della basilica si fa risalire all'anno 1078 e si dice tradizionalmente che sia stata fatta costruire, su un precedente edificio di culto, dalla devozione di Matilde di Canossa e dalla volontà di papa Gregorio VII.
La costruzione, con pianta a croce latina, è a tre navate con copertura a capriate; l'interno, con la nuda semplicità delle pareti e le rozze colonne bombate, in parte provenienti da pilastri di edifici romani, conserva i caratteri originari dello stile romanico.
Dietro all'altare maggiore si conserva un pregevole polittico, opera di Sano di Pietro (1406-1481); nella cappella detta di Santa Lucia si può ammirare un busto di terracotta attribuito a Benedetto Buglioni e pregevoli affreschi (fine XV secolo), opera di Domenico di Giovanni da Mondovì.
Sempre alla perizia dello scultore fiorentino Benedetto Buglioni è attribuibile il Ciborio ceramico che, dopo vari spostamenti e dopo un attento restauro, dal 1996 ha trovato definitiva e appropriata sistemazione nella cappella del SS. Sacramento. Di notevole interesse artistico sono tre pale settecentesche, opera di Francesco Trevisani, Sebastiano Conca e Andrea Casali.

La facciata della chiesa romanica risale alla fine del XV secolo e fu eretta per volontà del cardinale Giovanni de' Medici, il futuro Leone X. Essa è elegantemente tripartita da lesene decorate, la cui continuità viene interrotta da un cornicione trapezoidale.
Due lunette con raffinate terrecotte, sempre del fiorentino Buglioni, sovrastano la porta centrale della chiesa e quella della cappella di San Leonardo, situata a destra della chiesa stessa.
Il campanile (secolo XIII) si eleva, snello ed elegante, ornato da tre ordini di finestre bifore.
La cappella nuova del Miracolo Eucaristico fu edificata alla fine del XVII secolo occupando l'area di un grande cortile sul quale precedentemente si affacciava il prospetto della Grotta di Santa Cristina.
L'interno di questa cappella, a pianta circolare, è in imponente stile barocco; sul suo altare maggiore sono conservati i marmi macchiati del sangue sgorgato dall'ostia; una bella tela di Francesco Trevisani (XVIII sec.) rappresenta il Miracolo di Bolsena.
La facciata della cappella è neoclassica e risale al 1863.

Tratto da: "Bolsena e i paesi intorno al lago" di Bonechi edizioni

Interno della basilica di Santa Cristina



Veduta della Grotta di Santa Cristina



Pietra basaltica con l'impronta dei piedi di Santa Cristina



L'altare del Miracolo