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Itinerari farnesiani nella Tuscia e lago di Bolsena


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Il comprensorio del lago di Bolsena annovera almeno quattro centri importanti dell'itinerario farnesiano nella Tuscia: per chi proviene da Viterbo i centri farnesiani in successione sono Marta, Capodimonte, Valentano e Gradoli, tutti appartenenti alla Val di Lago. Del periodo e dell'architettura farnesiana Marta conserva la Torre ottagonale dell'orologio fatta ricostruire su una preesistente da Pier Luigi senior, padre di Alessandro, il futuro papa Paolo III. Su un lato della torre è posto lo stemma della casata Farnese, un liocorno sovrastante un cimiero piumato e uno scudo con gigli. La torre, che si erge nel punto più alto dell'abitato, è alta circa 20 metri e fu edificata su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane in funzione di avvistamento e difesa.
A Capodimonte è possibile ammirare l'imponente Rocca Farnese costruita in posizione dominante sull'abitato e sul lago con di fronte l'isola Bisentina che accoglie le spoglie di Ranuccio Farnese il vecchio, uno dei principali artefici del prestigio della casata della Tuscia. La Rocca è costruita su un masso vulcanico con la facciata rivolta verso la piazza della Rocca dove, al tempo della signoria farnesiana, si svolgeva la mostra del toro.
La Rocca Farnese di Valentano è il palazzo meglio conservato e restaurato di quelli qià esaminati. Costruito su un primo nucleo edilizio costituito da una piccola fortezza, risalente probabilmente intorno all'anno 1000, assunse la forma e la bellezza attuale, tipica di un palazzo rinascimentale, dopo il matrimonio di Pier Luigi Farnese nel 1519, divenendo dimora stabile di lui e di sua moglie Gerolama Orsini dei conti di Pitigliano. A Paolo III si deve invece la costruzione del loggiato monumentale aperto verso mezzogiorno.

A Gradoli, infine, si può ammirare l'imponente palazzo Farnese fatto erigere dal papa Paolo III. Concepito da Antonio da Sangallo il Giovane, principale architetto di casa Farnese, il palazzo, costruito sui resti di una precedente fortezza di epoca medievale, fu voluto dal cardinale Alessandro futuro papa Paolo III.
Paolo III in realtà dovette particolarmente amare il luogo se è vero il suo detto "se vuoi vivere in eterno, vivi a Gradoli d'estate e a Canino d'inverno". A parte l'aneddoto, c'è da dire che il palazzo fu una residenza secondaria (sicuramente estiva) dei Farnese. Gli stessi Pier Luigi e Gerolama lo abitarono per brevi periodi, preferendo come residenza la Rocca di Valentano.
Il palazzo, in bello stile rinascimentale, risulta di una certa imponenza anche per la posizione su un colle con magnifica vista sul lago di Bolsena. L'itinerario farnesiano in Tuscia conta, oltre ai centri suddetti, altre undici realtà legate alla storia di questa Famiglia: da Ronciglione a Canino, passando per Caprarola, Nepi, Fabrica di Roma, Carbognano, Viterbo sino a Latera, Ischia di Castro, Farnese e Cellere, tutti con resti tangibili della potenza della casata che ebbe potere e prestigio non solo in Italia ma anche in Europa, soprattutto dopo l'ascesa al "trono di Pietro" di Alessandro (nato a Canino nel 1468), divenuto papa nel 1534 con il nome di Paolo III.

Sarà nel 1537 che Paolo III assegnerà al figlio Pier Luigi il ducato di Castro e nel 1545 quello di Parma e Piacenza.
Dopo la morte del papa, pur non mancando personaggi illustri della casata, i domini cominciarono a traballare sia per motivi politici legati ai contrasti tra le grandi casate che per motivi personali con problemi di gestione del patrimonio.
La distruzione della capitale del ducato della Tuscia, Castro, nel 1649, voluta da papa Innocenzo X Pamphili, costituì il punto drammatico di un declino e di un destino già annunciato.

Tratto da "il lago di Bolsena, guida alla scoperta" di Andrea Viaggiante

Capodimonte, la Rocca Farnese