You are hereIl castello Rocca Monaldeschi di Bolsena (VT)

Il castello Rocca Monaldeschi di Bolsena (VT)


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Dalla Rocca Monaldeschi della Cervara di Bolsena si gode di un bellissimo panorama sul lago di Bolsena e sull'intera cittadina. La costruzione del castello risale al 1295 ad opera delle magistrature di Orvieto, che procedettero ad una campagna di fortificazione di tutti i castelli dell'area lacustre, in quel periodo sotto il loro possesso. Nel 1334 Ermanno Monaldeschi divenne podestà del centro; a partire da questo momento e nel corso della prima metà del XV secolo i Monaldeschi eseguirono numerosi lavori di completamento e potenziamento della Rocca. Nel 1449 si estinse il ramo della Cervara, che fino ad allora, nonostante gli scontri fra le diverse fazioni della famiglia, aveva avuto pieno possesso di Bolsena e la città tornò alla Chiesa. Nel 1460 la Rocca risulta in degrado e agli inizi del 1500 l'interno venne ricostruito; nel 1527 fu saccheggiata ed incendiata dai Lanzichenecchi.

Nel 1602 l'edifico venne concesso al cardinale Sanesio (vescovo di Orvieto) a patto che si occupasse della sua manutenzione. Negli anni seguenti una parte della Rocca fu destinata a carcere, ma nel 1665 un forte terremoto causò considerevoli danni; nel 1750 Benedetto XIV la concesse in enfiteusi al capitano Florido Zampi purché sostenesse la spesa per il suo restauro. Nel 1815 furono gli stessi abitanti di Bolsena a devastare l'edificio per impedire che fosse ceduto a Luciano Bonaparte. A partire dai primi anni del Novecento furono effettuati una serie di restauri a cura del Ministero dei Lavori Pubblici; in particolare, agli inizi degli anni Settanta, un comitato cittadino intraprese lavori di scavo nella sala inferiore della struttura, durante i quali fu rinvenuto un butto medievale ricavato in una botola alla base della torre maggiore.

In questo angolo della rocca, utilizzato come immondezzaio dalla seconda metà del XIV secolo sino agli inizi del XVIII, furono ritrovati centinaia di frammenti ceramici e numerosi reperti integri (fra i quali boccali, piatti, ciotole e pentole), insieme ad altri oggetti come coltelli, chiodi o cerniere di porta.

Dai ritrovamenti effettuati si può ipotizzare che Bolsena, tra il XIV ed il XVI secolo, fosse un centro di produzione ceramica, pur continuando ad importare manufatti dall'Umbria, dalla Toscana e da Roma. Nel 1990 sono stati inaugurati i primi locali del Museo territoriale del Lago di Bolsena (con l'esposizione dei resti dell'abitato villanoviano del "Gran Carro" e con una parte dedicata alla pesca) e l'intera struttura museale è stata ufficialmente aperta nel maggio del 1991 con il completamento delle altre sezioni previste.

Nonostante i numerosi restauri e rimaneggiamenti subiti nei secoli, l’aspetto attuale del castello si deve all’opera dei Monaldeschi (tranne per i beccatelli e gli sporti, aggiunti successivamente). La posizione della Rocca, di avamposto rispetto al borgo e di dominio sul lago, le assicurò sempre funzioni difensive. La struttura è a pianta quadrata, con quattro torri angolari e l’ingresso posto su di un asse parallelo e diametralmente opposto all’accesso del borgo.
Al suo interno è inoltre presente il museo territoriale del lago di Bolsena.

Vista panoramica della Rocca Monaldeschi di Bolsena

Rocca Monaldeschi di Bolsena

Il castello di Bolsena

Il castello di Bolsena

Il castello di Bolsena con l'isola Bisentina sullo sfondo

Il castello di Bolsena

Il castello di Bolsena